Sostenibilità

Da sempre all’avanguardia sul fronte del rispetto dell’ambiente, da molti anni Lungarotti opera una viticoltura ecosostenibile. Le nostre scelte sono ispirate dal desiderio di ottenere la migliore qualità delle uve sempre nel massimo rispetto della pianta, della biodiversità del suolo e di quanto circonda i vigneti e a tal fine abbiamo realizzato vari progetti, sia in campagna che in cantina.

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IN CAMPAGNA

  • Analisi andamento climatico: da oltre 15 anni abbiamo aderito alle misure agro-ambientali della Comunità Europea introducendo tra i vigneti delle capannine meteo – 5 a Torgiano ed 1 a Montefalco- che analizzano i dati climatici (temperatura dell’aria e del suolo, umidità dell’aria, pioggia, bagnatura fogliare, irradiazione solare, direzione e velocità del vento) fondamentali per la riduzione del numero dei trattamenti ai fini del controllo delle malattie delle piante, come oidio o peronospora. Questi dati vengono trasmessi in tempo reale in azienda e solo quando ci sono determinate condizioni si entra in campo per effettuare il trattamento mirato con prodotti a basso impatto ambientale, in modo puntuale e preciso, senza sprechi.
  • Gestione risorse idriche: abbiamo posto delle sonde nel terreno a diverse profondità che ci permettono di individuare il fabbisogno di acqua da parte della pianta, non solo per evitare che queste nei momenti estivi di massima siccità vadano incontro a stress idrico ma anche per eliminare lo spreco di acqua.
  • Rispetto della biodiversità del suolo: gli organismi viventi, con la loro continua attività, favoriscono la biodiversità dei diversi suoli. Grazie ad una corretta gestione è possibile mantenere la flora microbica del terreno inalterata e attiva per la mineralizzazione della sostanza organica. Due esempi del nostro lavoro in tal senso sono:
  • Concimazione organica: utilizziamo letame bovino maturo, distribuito in autunno ed in inverno per fornire sostanza organica ai terreni rispettandone e migliorandone, la struttura. Nei suoli argillosi si evita così il compattamento del suolo, mentre in quelli sabbiosi si ha una maggiore ritenzione idrica.
  • Controllo meccanico delle infestanti: nel periodo primaverile-estivo le erbe infestanti sotto i filari dei vigneti sono eliminate con una leggera lavorazione del suolo, così consentiamo alle radici di scendere in profondità nel suolo a cercare acqua e sostanze nutritive, rendendo così la pianta più resistente in caso di siccità.
  • Mantenimento di boschetti naturali tra le vigne per la ripopolazione della fauna locale.
  • Mantenimento dei fossi e delle strade bianche per la regolamentazione delle acque .

 

  • Produzione biologica a Montefalco: dopo 3 anni di regime di conversione, dalla vendemmia 2014 nella tenuta di Montefalco siamo certificati “bio”.Il regime biologico in vigna richiede l’uso di concimi naturali, sovescio e trattamenti con prodotti a base di rame e zolfo. In cantina abbiamo abbattuto ulteriormente l’utilizzo dei solfiti e intensificato l’utilizzo di lieviti indigeni.

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IN CANTINA

Anche in cantina sono state operate scelte che ci permettono di seguire un percorso virtuoso:

  • Progetto “Energia dalla vite”: nel 2004 siamo stati scelti come cantina pilota a livello nazionale dal Ministero per l’Agricoltura per realizzare questo progetto ideato dal Centro Ricerca sulle Biomasse (C.R.B.) dell’Università di Perugia (scarica il progetto). I sarmenti delle viti, scarto della potatura invernale, vengono raccolti, triturati e bruciati per ottenere il calore necessario a produrre.
  • il vapore per lavare e sterilizzare l’imbottigliatrice,
  • acqua calda per riscaldare alcuni reparti dell’azienda (fermentazione malolattica in barriques, magazzini, uffici).

In questo modo e riusciamo a risparmiare 200 tonnellate/anno di CO2, e siamo circa al 70% autonomi in termoenergia. Grazie poi a uno speciale scambiatore, possiamo ottenere anche il freddo necessario ai processi produttivi (aspetto che stiamo al momento ulteriormente implementando) per poter produrre:

  • acqua a 10° C per il condizionamento estivo dei locali dell’azienda,
  • acqua a 5° C per il condizionamento delle botti durante il processo di vinificazione.

Primo progetto del suo genere in Europa, ha valso all’azienda il prestigioso premio Ecomondo.

  • Recupero dell’acqua di refrigerazione: l’acqua utilizzata per il controllo della temperatura della fermentazione viene recuperata e rimandata allo scambiatore per essere di nuovo refrigerata, tramite un circuito chiuso.
  • Piccoli atti quotidiani: coerenti ai nostri principi cerchiamo di recuperare tutti i materiali come carta, vetro, sugheri usati che andrebbero gettati, per riutilizzarli o per smaltirli separatamente. In cantina utilizziamo luci a tempo per evitare inutili sprechi.
  • Compensazione di CO2: insieme alle altre aziende socie di IGM, (Istituto Grandi Marchi) sviluppiamo progetti per compensare le nostre emissioni di CO2 .
  • Utilizzo di attrezzature a basso consumo: al momento di ogni un nuovo investimento, grande attenzione viene posta all’acquisto di attrezzature a ridotto consumo energetico.

Ricerca: progetto MeteoWine

Da anni portiamo avanti progetti di ricerca in vigna e in cantina. Attualmente siamo impegnati in un progetto che si chiama “Meteowine” che stiamo realizzando con il Ciriaf del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia.

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Questo progetto punta ad una riduzione dell’uso dei fitofarmaci migliorando la performance ambientale del processo produttivo. Poiché l’andamento meteorologico è fortemente influenzato dall’orografia, nella nostra regione devono essere messi a punto dei modelli metereologici che tengano ben presente l’influenza che questa può avere. Insieme ad un’altra azienda dell’orvietano abbiamo deciso di raccogliere ed immagazzinare tutti i dati meteo provenienti da oltre 300 ha di vigneti dislocati nelle zone di Torgiano, Montefalco ed Orvieto necessari alla costruzione di modelli climatici.

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Il tutto avviene sotto la guida attenta ed esperta di qualificati ricercatori dell’Università di Perugia, conosciuti in questo campo a livello internazionale. Le centraline raccolgono i dati inerenti pioggia, temperatura, umidità, bagnatura fogliare, vento, umidità del terreno, ecc. che vengono poi rielaborati per costruire dei modelli meteo che possano portare a delle previsioni precise e puntuali. Tali previsioni saranno poi analizzate in funzione dei trattamenti necessari. Rispetto a quanto già facciamo, la realizzazione di questo progetto ci consente di giocare in anticipo e non ex post rispetto all’andamento meteo,

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con un risparmio di manodopera, gasolio utilizzato per i trattori e soprattutto di prodotto, evitando eventuali inutili sprechi di fitofarmaci. In una parola si migliorano fortemente le nostre prestazioni ambientali.

Infine sulla base dei risultati ottenuti dal progetto, sarà possibile predisporre uno strumento di supporto al Servizio Fitosanitario Regionale mettendo a disposizione di altri operatori –al momento non direttamente coinvolti- i modelli meteorologici e di difesa che verranno messi a punto.

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